E LA LUNA E’ UNA PALLA ED IL CIELO UN BILIARDO



“Anna e Marco”, fra le mille che hai scritto, sara’ la mia colonna sonora di questo week end.
E’ una delle  canzoni d’amore che preferisco, da sempre.
Quando posso la metto su ad ogni alba d’Estate come ultimo pezzo alla fine della serata danzereccia.
La riascoltero’ mille volte.

“Anna e Marco” e’ il racconto di una relazione, di emozioni, di una storia …che e’ la nostra storia. 

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MILAN FASHION WEEK



Ogni volta che vivo la settimana della moda milanese vedo persone nuove, parlo con amicizie di vecchia data, mi confronto, divertendomi da matti, con rinnovati punti di vista e, talvolta, storie molto diverse dalla mia.
Mi piace l’idea di definire la mia vita come la somma, non algebrica ma sinergica, di alcuni incontri.

Il gioco della fashion week?
Qualcuno che arriva, non ti e’ dato sapere da dove; non sai come, non sai quando.
Ti prende per mano, magari per poco, e ti fa vedere come e’ figo, ogni tanto, colorare fuori dalle righe.
I bravi coach parlerebbero di “zona di comfort”.
Tu fai lo stesso quasi senza volere e la nuova conoscenza diviene quasi poesia, anche se troppo peritura, perche’ priva di aspettative reciproche.

Tutto succede  in poche ore e in poche ore finisce.
Il tempo, negli anni successivi e al netto dell’effimero patinato, mi ha sempre donato amicizie su cui contare.

LE FAVOLE CHE CI HANNO ADDORMENTATO DA BAMBINI



L’Arte è un continuo imparare, non si è mai “arrivati”: la vita e’ così breve che, comunque, moriremo tanto ignoranti.
Tiziano Terzani, ne LA FINE E’ IL MIO INIZIO (autore e libri straconsigliati), parlava anche di arte. 

L’arte, quella vera, quella che viene dall’anima, è così importante nella nostra vita. 
L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. 
L’arte ci cura. 
Noi non siamo solo quello che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentato da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.


A voi altre tre foto random prese dall’ultimo bellissimo Vernissage  in quel di Modena a cui sono stato la scorsa settimana.

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DOVE VOGLIO DIVENTARE BRAVO



E’ nata Atena, la mia terza nipotina.
Di fronte a questo tutto il resto del mio mondo passa in secondo piano.

“Tutto scorre”, diceva quel tale; “passano le Estati e passano gli Inverni” ( Jovanotti, Gente Della Notte).
Tutto torna, dicono alcuni, con la consapevolezza che il tempo sia galantuomo.
Tutto e’ ciclico, per altri ancora.
Baricco: “… cio’ che ci salvera’ non sara’ mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma cio’ che abbiamo lasciato mutare, perche’ ridivenisse se stesso in un tempo nuovo”.

Ma come si fa a lasciar mutare le cose e la vita?
Come si fa a ridivenire se stessi in un tempo nuovo? Di certo non con l’inerzia o con l’assecondare le circostanze senza cercare di crearne di nuove.
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ASSAI LENTAMENTE



In questa fase sono sulla strada di mille sogni, dei miei sogni.
Sono talmente sul pezzo, e focalizzato, che perfino l’Inverno -la stagione di gran lunga meno nelle mie corde- mi scivola via.
Tutta questa storia mi fa stare bene e mi fa anche un po’ paura.

Perché voglio pensare all’obiettivo finale ma voglio anche gustarmi il viaggio, sempre.
Non voglio perdere il gusto del pensiero che va sul brivido prima di entrare ad una riunione importante, lasciarmi sfuggire il sapore delle notti insonni -che non finiscono mai- a studiare per preparare una trattativa o per fare brain storming.

Voglio, ogni tanto, fermarmi e “perdere tempo” perché volo con l’immaginazione, vivida da matti, a tutto il bello che potrebbe accadere e, alla fine, pregare un po’ per il bello che e’ gia’ accaduto. (CLICK TO SEE MORE…)

IL TUO COMPLEANNO PER ME E’…



Qualche giorno fa ho compiuto gli anni.
Come sempre vivo il privilegio di ricevere auguri dai contenuti immeritati.

Quanto segue e’ una lettera ricevuta da un’amica stupenda; mi sento di ringraziarla pubblicando quello che mi ha scritto.

Purtroppo non rappresenta ciò che sono ma, quantomeno, ciò per cui sono impegnato a diventare ;-)
A voi…

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BRAVA EMMA!


Brava Emma!
L’ho conosciuta la scorsa Estate e, da allora, siamo rimasti in contatto; in queste sere ci siamo mandati vari sms.
Non ero al Festival ma lei e’ stato il link più bello. 
La tifavo un sacco e ora mi faro’ offrire un drink!


100%Pibe

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LA MIA SPERANZA PIU’ GRANDE



Vivo dei miei pensieri e di quello che mi accade; spesso decodifico tutto come una sorpresa.
Grazie a Dio ho messo nel baule dell’oblio il “talento” patacca che avrei nel giudicare, commentare, criticare, aspettare… per l’appunto.  
Pensiamoci: ogni nostra delusione, o paradepressione che sia, e’ causata dal fatto che qualcuno non ha corrisposto alle nostre aspettative.  

Guardo a me stesso, a quanto chi mi stia vicino investa o abbia investito in me, e questo mi pesa come un macigno. Sono grato della fiducia riposta, ma sento il basto (sella rustica di legno che si assicura al dorso di asini e muli per cavalcarli o per porvi il carico)…e come lo sento io, lo sente chiunque io carichi del mio basto di aspettative.
Così io deludo, o sono deluso.
Poche, pochissime volte, capita che io ceda il passo alla frustrazione, alla tristezza e mi convinco, in una coazione a ripetere gli stessi gesti cercando analogia nelle situazioni, che la mia vita sia irrevocabilmente amara. Questa impalcatura di paglia ed acciaio l’ho eretta io, allontanandomi sempre più da ciò che dico di cercare. Mi elevo verso il tetto senza fondamenta, frano rovinosamente a terra ed è tutto  così vicino, così possibile, così intimo, appunto.  

Una delle piu’ grandi scommesse di questa epoca, della mia e della nostra epoca, penso sia l’intimita’.
La famiglia fatica ad essere protagonista nel sociale come nei decenni del dopoguerra, i divorzi aumentano a dismisura, le relazioni sono superficiali e fanno la tangente a non aver alcun significato.  

Nessun grande proclama, nessun regalo roboante, nessun modo condizionale  e nessun periodo ipotetico, ma solo un semplice e reale indicativo: accetto chi tu sia, chiunque tu sia, e se decido che ci incontreremo in questa intimità, mi aspetto solo che tu sia tu, così bella perché sei bellissima ed io non ti cambierei di una piuma. Che lo dica un amante, un amico, un figlio ai genitori, perchè ci accettiamo e ci incontriamo, davvero.  

L’intimita’ non e’ cosa semplice, me ne rendo conto, ma in questo bel pomeriggio di inizio week end e’ la mia speranza piu’ grande.
 


100%Pibe 

UNO SGUARDO CHE NON RICHIEDE PAROLE



Le sfide, in questo 2012, sono talmente tante da far girar testa e cuore; come se non bastasse l’uno nel senso opposto dell’altra.  
Forse non ho capito nulla di come si sta al mondo ma sono felice perchè riesco a stare bene con tanti, a raggiungere empatia (lo so e’ abusatissimo ‘sto vocabolino) con molti di voi.  

Ovvio che il vero nettare dell’amicizia e dell’amore lo succhio non troppo sovente, ma lo percepisco a portata di vita quasi ovunque.   Capita, talvolta, di riuscire a mettersi nella pelle altrui senza smarrire il senso della propria identità.
Ricevo, così, altri nel mio territorio intimo senza essere invaso e contaminato.

Sogno sempre più in grande ma, sembra quasi una contraddizione in termini, ho smesso di mettermi in posizione di attesa rispetto ad un eventuale gesto altrui.  
L’intimità non puo’ essere oggetto di aspettative. Penso che esse siano un terremoto devastante per le relazioni…  
L’intimità ed i suoi correlativi oggettivi: un mano altrui tuffata nella mia borsa senza chiedere, sfiorare i capelli, uno sguardo che non richiede parole, il riso soffocato di una battuta condivisa da noi due soli, quel conoscersi così senza fondo, perché siamo un caleidoscopio inesauribile di belle (kal-) immagini (-eidos-) da guardare (-scopio).  (CLICK TO SEE MORE…)

PIBE DI CORREGGIO


Mi alleno ad oltranza, leggo, scrivo (tendenzialmente di emozioni), parasuono, tutelo gli artisti di pregio, studio tanto, vivo rock’n roll, socializzo, sono certo che il grande amore esiste.

Leggo di tutto, ma filtro i vini con una maglia sottile ed indulgente insieme. La letteratura diventa un dono che ha il colore del privilegio, ricevuto senza merito mio, da condividere con impegno mio.

Amo le parole, amo il loro suono, amo combinarle perché facciano scintille, le amo perché sono già musica e perchè una volta pronunciate allora cominciano a vivere, perché hanno bisogno di carne e sangue per respirare.

Sono avvocato, ma non troppo.

Ogni tanto indosso la giacca (di tweed) con l’intenzione di sembrare un inglese nel gran tour della vita.
Innamorato fradicio della vita sociale mi gongolo anche isolandomi. La solitudine, scelta, mi porta ad essere migliore quando poi sono in combriccola. 

Più che parlare di me dovrei, in poche righe, ricordare le persone che, a vario titolo hanno contribuito e contribuiscono alla mia crescita.

Mi viene a mente il famoso numero 10 che entra in campo all’ultimo quarto d’ora di partita, si consulta brevemente con i compagni sulla tattica di gioco da seguire suggerita dal mister, corre con sicurezza palla al piede (sinistro).
Dribla mezza difesa e segna, allo scadere, il gol della della vittoria.
I tifosi esultano, l’allenatore è eccitato e il giocatore si gode allegramente la gloria di avere vinto la partita.
Ma in realtà e’ stato un lavoro di squadra.E’ SEMPRE un lavoro di squadra. 
Quel numero 10, quel giorno, e’ l’eroe pubblico; ma in ogni partita della vita ci sono moltissimi giocatori che sono gli eroi nascosti, i veri artefici della vittoria finale.

100%Pibe


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